PornHub, sotto il cofano di uno dei siti web… più famosi

Pornhub.

Sì, hai letto bene, e no, non sto scherzando. Parliamo di uno dei siti web più popolari al mondo, con oltre 100 milioni di visitatori al giorno (hai presente quei numeri da capogiro?).

Ma se pensi che sia “soltanto” un portale per contenuti vietati ai minori, ti stai perdendo tutta la strategia di marketing e di business che c’è dietro.

E fidati: ci sono spunti imprenditoriali a cui vale la pena dare un’occhiata, senza pregiudizi.

Senza girarci troppo intorno: Pornhub è un brand che tutti conoscono. Anche chi non lo ha mai visitato lo ha sentito nominare almeno una volta… o riconosce il classico ritmo musicale iniziale dei loro video 😉.

Pensaci: quante aziende riescono a raggiungere un livello di riconoscibilità del genere, in tutto il mondo, senza passare dalla pubblicità convenzionale (TV, giornali mainstream, ecc.)?

Il segreto sta nelle campagne di marketing virali e spesso scherzose che hanno attirato attenzione da testate internazionali.

Lezione: la viralità non sempre è sinonimo di volgarità. Pornhub ha dimostrato che, anche in un settore controverso, se trovi l’approccio giusto (umoristico, irriverente, “da meme”), puoi far parlare di te in modo massiccio e quasi “istituzionale”.

2. Piattaforma user-centric (e scusa il gioco di parole)

Il punto forte di Pornhub è che lavora come una sorta di “YouTube parallelo”, ma per adulti: permette ai creatori di contenuti di caricare video, gestisce la monetizzazione, offre strumenti di analisi. E tutto è pensato per rendere la fruizione rapida, intuitiva, piacevole (al di là del contesto).

L’interfaccia è semplice, c’è un motore di ricerca interno potente e una categorizzazione efficace.

Lezione: quando progetti un servizio (di qualunque tipo), pensa prima all’esperienza utente, lo dice anche Brian Chesky (CEO AirBnB) . Siti lenti, confusi, con troppi pop-up, allontanano le persone. Anche in un settore dove ci si aspetterebbe che l’utente “stia al gioco” comunque, Pornhub sa che la user experience è tutto, basti vedere i suoi concorrenti come siano declassificati rispetto al suo Brand.

3. Big Data e statistiche… spinte!

Ogni anno, Pornhub pubblica il suo “Year in Review”, un report con le statistiche di ricerca e di navigazione degli utenti. È diventato un momento epico per il mondo tech e marketing: testate come Wired, Business Insider e perfino Forbes lo commentano. Perché? Perché i dati rivelano trend di costume, di interessi, di curiosità. In poche parole, usano i dati come uno strumento di comunicazione e (di riflesso) di promozione del marchio.

Lezione: se hai dati interessanti sui tuoi utenti, falli parlare. Qualunque settore tu copra, trasforma le statistiche in storie e insight utili (o curiosi). Diventerai una fonte preziosa per chi è in cerca di notizie, e il tuo brand ne uscirà rafforzato.

4. Quando l’imprenditorialità incontra i tabù

Parliamoci chiaro: Pornhub si muove in un settore con mille barriere e censure. Tuttavia, è riuscito a stare in piedi lavorando su un posizionamento ben definito: “Sì, trattiamo contenuti adult, ma siamo professionali, sicuri (nella misura del possibile) e cerchiamo di essere persino divertenti”. Così facendo, hanno sfondato la barriera dei tabù e hanno guadagnato la fiducia di milioni di utenti.

Lezione: se il tuo settore è controverso, non significa che devi nasconderti. Lavora sulla trasparenza, l’ironia e la cura dell’utente. Trova il modo di trasformare una debolezza in un tuo punto di forza.

Adesso, potresti pensare: “Ma stiamo davvero parlando di Pornhub come caso di business di successo?” Certo che sì! Ha un traffico impressionante, genera utili, spinge campagne di marketing virali, ha dati da vendere. Più di così, cosa vuoi?

Per noi imprenditori, al di là della natura del contenuto, Pornhub è un esempio estremo di come l’innovazione, la costruzione di un brand (anche in un campo difficile) e un’ottima user experience possano portare a risultati colossali.

Quindi, guardando al tuo business, domanda: “Quali sono i tabù o i limiti che mi frenano? Come posso trasformarli in un vantaggio competitivo?” E se ti va di discuterne, fammi un fischio.

Chissà che non si riesca a prendere qualche idea insolita (ma vincente) anche dal mondo più impensabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *