Starlink — Il caso della mosca bianca

Ieri mi è successo qualcosa di incredibilmente curioso e voglio raccontartelo perché, dal punto di vista del marketing, è un esempio che fa davvero riflettere. E non sto esagerando quando dico che possiamo imparare tanto da questa storia. Quindi sì, prenditi quei 5 minuti di lettura, ne vale la pena.

Ieri pomeriggio, in vena di giri random, sono passato da MediaWorld. Sai com’è: due passi tra videogiochi, Smartwatch, Mac in bella vista… classico. Ma boom: al centro del negozio, come una stella del cinema sul red carpet, eccolo. Lo stand di Starlink.

Il mio sguardo si è letteralmente “collegato” a quell’insegna, come un magnete che mi fissava. E in un attimo mi sono innamorato. Ora, so che le parole non potranno trasmetterti la stessa emozione, ma devo provarci.

Immagina il solito MediaWorld, tutto in bianco e rosso, con prodotti vari a destra e sinistra, e la zona centrale dominata da Mac e smartwatch, nulla di nuovo. Ma prima di arrivare a quel “cuore” del negozio, ecco questo stand. Non nero, ma blu scuro. Anzi, blu spaziale: una gradazione che ti fa pensare alla sfumatura che separa il nostro azzurro terrestre dall’oscurità dello spazio. Ecco, proprio quel blu.

Poi, sopra, la scritta “Starlink” in un bianco acceso, elegante e moderno, il logo inciso in una plastica trasparente, messo in primo piano quasi a galleggiare. I designer, letteralmente, hanno giocato con lo spazio fisico a disposizione, creando un effetto di profondità pazzesco.

L’antenna è là, da sola, messa in mostra come se fosse una scultura futuristica. A fianco, la scatola aperta per mostrarti gli accessori.

Semplicità: questo è il concetto chiave. L’antenna, di per sé, è un dispositivo banale — un tripode con un grosso pezzo di plastica arrotondato — ma grazie al design e a quello stand sembra un’opera d’arte. E la confezione, spostata leggermente, ti dice: “Guarda, non è mica complesso. Ti basta questo.”

E poi c’è il listino prezzi, scritto con finezza, senza lunghe tabelle o elenchi infiniti. Tutto molto pulito e minimale. Lo guardi e pensi: “Wow, è un’antenna… ma quanto è cool?”

Il prodotto (Starlink) mi ha catturato, e senza dover ricorrere al classico “sfondo bianco” stile Apple. In conclusione, ragazzi: è un’antenna! Un tripode con un pezzo di plastica arrotondato, messo lì come se fosse un’opera di design esposta in un museo.

Cosa impariamo? Non conta il prodotto, conta come lo vendi. Il team di Starlink ha saputo trasmettere l’emozione del “futuro” solo con l’allestimento, i colori e un brand identity forte. Ecco il segreto: avrei voluto comprarla anche se non mi serve assolutamente.

Ora, immagina di avere tu questo potere tra le mani e di presentare il tuo prodotto o servizio a chi realmente ne ha bisogno. Jackpot! Conquisti tutti.

È proprio quel che io e il mio team cerchiamo di fare ogni singolo giorno. Non è solo marketing, non è il solito “sitarello” fatto a caso. È arte, è emozione, è catturare l’attenzione di chi guarda, e spingerlo a pensare: “Wow, lo voglio!”

Se vai dalla solita agenzia, troverai la solita minestra. Se invece miri alle stelle e vuoi davvero rendere la tua attività indimenticabile, sappi che questo è ciò che facciamo: creiamo emozioni che vendono.

Scrivimi e parliamone. Raccontami la tua attività, i tuoi prodotti, la tua storia, e insieme li trasformeremo in qualcosa che vada oltre il “classico stand”. Perché, a volte, basta la giusta presentazione per trasformare un oggetto banale… in un’opera d’arte che lascia tutti a bocca aperta.

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