Il progetto… Yogurt!

Oggi affrontiamo un concetto che forse suonerà familiare a molti imprenditori, ma che un developer fullstack — come il sottoscritto — vede con una prospettiva un po’ diversa. Parliamo di come gestire e sviluppare idee in modo smart, con un occhio a quello che chiamo “effort” (ossia la fatica reale) nel creare un prodotto.

Da zero a software in un baleno?

Se decidessi di lanciare un’idea e farne un prodotto, potrei farlo in relativamente poco tempo. I costi di produzione sarebbero quasi nulli, visto che, da sviluppatore, ci metto principalmente il mio tempo.

Nell’ultimo anno ho realizzato tre progetti complessi: un task manager, che conosci: Noryo, un PMS e un’app. Da qui ho capito una cosa: prima di partire a razzo serve una pianificazione seria. “Ovvio,” dirai, “è l’ABC”. Sì, ma c’è un elemento spesso sottovalutato: l’effort, lo sforzo.

In ambito software, calcolare con precisione l’effort è complicatissimo. Ci sono metodologie agile, sprint, retrospettive, e tutto il repertorio… ma la verità è che raramente avrai una stima perfetta. La soluzione? Focalizzarsi su prodotti che fanno poche cose, ma fatte benissimo.

Basta guardare le startup finanziate da Y Combinator: piccolissime AI, servizi micro-specializzati… fanno “due cose in croce”, ma quelle due, le fanno alla grande. Non è un caso che raccolgano fondi e hype: sono agili, veloci, super “on point”.

Un mio ex datore di lavoro, decisamente lungimirante (Tomas Barazza), mi ripeteva spesso: “Considera ogni progetto come uno yogurt”. Deve avere una data di scadenza, e non troppo lontana.

Tradotto: progetti snelli, con obiettivi chiari, che escono prima di ammuffire. Più passano i mesi, più rischiano di impantanarsi in bug, ritardi e feature inutili.

Nel mio caso, forte di questa lezione imprenditoriale e della mia esperienza da fullstack developer, ho deciso di lanciare un piccolo progetto: una web-app semplice, con un effort minimo, che voglio testare sul mercato al più presto.

Ti spiego l’idea: sono un essere umano (vero!) e non riesco a fare due cose contemporaneamente. Se sono in call con un cliente o parlo con un imprenditore, mi concentro sul 100% di ciò che sta dicendo, assorbendo come una spugna… ma dimenticandomi di prendere appunti. Risultato: finisce la call e mi scordo il 40-50% del contenuto.

Così mi son detto: “Perché non creare un assistente smart che riassuma le mie call, i messaggi audio eterni o i meeting, e me li restituisca in un formato semplice e personalizzato?” Magari una traccia mp3 o un testo subito disponibile sullo smartphone. Semplice, veloce, niente fronzoli.

Nome? Summarize.ai

Ecco il mio primo progetto “yogurt”: scadenza a breve termine, funzionalità chiare e focus sul vero problema (la perdita di informazioni post-call).

E tu, come la vedi?

Ti sembra una logica sensata, puntare sui “progetti yogurt” e fare poche cose ma bene? Se sei curioso di seguire lo sviluppo di questa mini-web-app, iscriviti alla mia newsletter. Ti terrò aggiornato, perché—spoiler—i prossimi passi sono dietro l’angolo e potrebbero (speriamo) rivoluzionare il modo in cui gestiamo le nostre call!

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